Post da Febbraio 2008
ASSEMBLEA PUBBLICA
BRESCIA
DOMENICA 2 MARZO alle 10.30
TEATRO “SAN CARLINO” Corso Matteotti 6/A
LAICITA’, LAVORO, AMBIENTE E DIRITTI:
parliamone con:
OLIVIERO DILIBERTO
(segr. naz. PdCI)
MAURIZIO ZIPPONI
(Parlamentare di Rifondazione Comunista)
Categorie: NEWS
«La mia candidatura? Continua ad essere in campo ma sono pronta a ritirarla per un appoggio a Emilio Del Bono. L’accordo politico c’è e riguarda oltre al Pd anche altre forze del centrosinistra. Ora si tratta di riempire questo accordo di contenuti programmatici. Se al termine di questo cammino ci riconosceremo tutti e pienamente nel programma elettorale di Del Bono io non sarò più candidata alla carica di sindaco e Del Bono avrà il pieno appoggio della Sinistra Arcobaleno». È la stessa Donatella Albini – che la Sinistra Arcobaleno ha candidato a sindaco per le amministrative di aprile – a parlare. E lo fa in occasione di una conferenza stampa nella quale la giovane formazione politica nata da Rifondazione, Sinistra democratica, Comunisti italiani e Verdi ha annunciato una serie di iniziative in vista del voto politico nazionale.
Primo fra tutti un incontro su «Laicità, lavoro, ambiente e diritti» a cui parteciperà il segretario nazionale dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto. L’appuntamento è fissato per domenica 2 marzo, alle 10.30 al teatro San Carlino (corso Matteotti 6/a).
Ad affiancare Diliberto sul palco del San Carlino ci sarà il parlamentare del Prc Maurizio Zipponi. Gli interventi dei due esponenti della Sinistra arcobaleno nazionale saranno preceduti da quelli di personalità locali impegnate nel mondo del lavoro, della scuola, nei comitati ambientali e per la difesa dei diritti civili. «La manifestazione non consiste nella solita carrellata dei segretari di partito – sottolinea Carlo Colosini, segretario provinciale del Pdci -. Un solo segretario che viene a parlare per tutta la coalizione a dimostrazione del fatto che la Sinistra arcobaleno è un polo politico unitario e reale: lo comunichiamo con il nostro modo di esprimerci».
L’assemblea pubblica tratterà i quattro temi enunciati dal titolo, prendendo come punto di partenza quello del lavoro inteso come «filo conduttore che permette di sviluppare tutte le altre tematiche», spiega Gianna Rosa Baresi, segretario provinciale di Rifondazione comunista. «Solo la difesa di lavoro, laicità e ambiente possono portare alla realizzazione dei diritti più complessivi – riprende Colosini -. Da qui bisogna partire per costruire un nuovo progetto di sviluppo». In particolare «la laicità, cosa ben diversa dal laicismo, è la lingua obbligatoria per risolvere queste grandi questioni» precisa Gianna Rosa Baresi «Abbiamo deciso di aprire la campagna elettorale puntando sui diritti» chiarisce la coordinatrice provinciale della Sinistra democratica Cristiana Manenti. Proprio da qui nasce la scelta del tema dell’incontro di domenica mattina: «Il nostro impegno è rivolto a tenere i diritti in quanto tali, senza distinzione tra diritti sociali e civili, come bussola di riferimento per il nostro impegno nella politica italiana» continua la Manenti. Sui temi locali, Gianna Rosa Baresi (segretario di Rifondazione Comunista) parla della prospettiva di chiudere l’alleanza con Del Bono già dal primo turno e sottolinea: «A Brescia la volontà politica ha unito forze diverse per lavorare insieme per il bene della città».
Andrea Spitti
Categorie: DIRITTI
Una brutta impressione, un impatto violento: purtroppo non è un film ma una realtà immersa nella nostra città».
Donatella Albini, candidata al Comune della Sinistra Arcobaleno, commenta in questo modo la sua visita al carcere di Canton Mombello, «prigione fuorilegge dal momento che non è rispettato il regolamento penitenziario approvato nel 2000».
Albini è a pochi passi dal cancello d’ingresso della casa circondariale e con lei ci sono anche altri esponenti della sinistra bresciana: i consiglieri regionali Arturo ed Osvaldo Squassina, la segretaria provinciale di Rifondazione Giannarosa Baresi, Beppe Almansi e Cristiana Manenti.
«Rispetto a un anno fa la situazione non è migliorata – afferma Almansi -, per questo appoggiamo il grido di allarme lanciato poche settimane fa dal garante dei detenuti Mario Fappani: Canton Mombello deve essere chiuso e ci vuole un nuovo carcere». Per la sinistra la casa circondariale di Brescia non può continuare a restare aperta.
I numeri parlano da soli. I detenuti sono 359 in una situazione quindi di grave sovraffollamento: solo 49 hanno avuto però una sentenza definitiva, gli altri 310 sono in attesa di giudizio, il 15 per cento dei quali tra i 18 e i 25 anni.
«In un contesto come questo – afferma Donatella Albini -, per loro è l’inizio della fine». In cinque o anche sette persone per cella, devono mangiare a turni perché c’è un solo tavolino con due o tre posti a sedere. Mancano i bidè e per ogni raggio ci sono solo tre docce, magari senza acqua calda. «Anche chi ha commesso un reato è una persona – ricorda Albini – e deve avere garantiti i diritti basilari».
Le cose non vanno meglio dal punto di vista sanitario con decine di malati di Hiv o epatite per i quali dovrebbero essere prese delle precauzioni minime, pur all’interno di una «doverosa» convivenza con gli altri. Medici e infermieri sono pochi e ancor meno sono gli agenti penitenziari: 364 quelli in pianta organica, 258 quelli effettivamente in servizio. Dei detenuti in carcere il 70 percento sono immigrati extracomunitari, ai quali bisogna aggiungere una trentina di rumeni.
«Dal primo gennaio al 10 febbraio ci sono stati 400 nuovi ingressi in carcere – sottolinea però Almansi -, 224 dei quali vi sono rimasti per non più di un paio di notti e tutti a causa della legge Bossi-Fini». Non tutti «criminali», insomma, ma anche e soprattutto persone senza permesso di soggiorno che entrano in carcere per le pratiche di identificazione.
«Basterebbe che restassero nelle celle di sicurezza della questura – osserva Almansi senza entrare nel merito della legge – e non ci sarebbe un carcere così pieno». Meglio chiuderlo, insomma, Canton Mombello, e ricostruirlo ex novo. «Bisogna metter mano alla situazione – sottolinea la candidata sindaco – : questa struttura non garantisce i diritti minimi delle persone».
«Verziano diventerà a breve carcere autonomo – ricorda Almansi -, ma noi siamo contrari a un raddoppio di quella struttura. Sia i detenuti che gli agenti dicono che è importante essere in città, anche solo per sentire i rumori dalla strada e non sentirsi completamente isolati».
«E’ però fondamentale che se e quando Canton Mombello verrà chiuso – dichiara Arturo Squassina -, quest’area resti rigorosamente pubblica, senza quindi gli appetiti della speculazione edilizia» in un’area centrale e molto importante. Dal canto suo Osvaldo Squassina ha ricordato che con la visita di ieri è iniziato il «tour» elettorale della Sinistra Arcobaleno in città.
Nei prossimi giorni si «toccheranno» le strutture ospedaliere, i luoghi di lavoro, i quartieri della periferia di Brescia, i mercati e gli spazi della vita associata.
di Thomas Bendinelli (Bresciaoggi – 23/02/2008)
Categorie: DIRITTI
COMUNICATO STAMPA DE LA SINISTRA L’ARCOBALENO DI BRESCIA
L’irruzione dei carabinieri al Policlinico di Napoli nel reparto di IVG con la motivazione dall’aver avuto notizia di un reato di infanticidio è l’ennesimo atto che segna l’attacco violento alla legge 194, ma più in generale ai diritti delle donne.
Solo poche settimane sono passate dalla direttiva della Regione Lombardia con la quale sono ridotti i tempi per l’interruzione di gravidanza in caso di aborto terapeutico, pochi giorni dall’uscita di quel documento sottoscritto da alcuni ginecologi romani con il quale hanno proposto la rianimazione del feto anche contro la volontà della donna, pochi giorni dalla provocatoria richiesta di moratoria contro l’aborto, una richiesta che nei fatti equipara le donne che con sofferenza decidono l’interruzione della gravidanza ai carnefici fautori della pena di morte, per arrivare a ieri, all’atto di grave intimidazione psicologica quale è stato quello dell’irruzione delle forze dell’ordine in un reparto in cui è di casa la sofferenza della donna.
Tutti segnali evidenti di una campagna contro l’autodeterminazione della donna che ha assunto oramai i caratteri dell’inquisizione. La campagna contro le libertà femminili, ma più in generale contro la libertà di scelta, si va facendo ogni giorno sempre più pesante ed invasiva.
Appare sempre più evidente come l’attacco nei confronti non solo della legge 194, ma dei diritti civili e della cultura laica, ormai coinvolga anche le istituzioni che di quei diritti dovrebbero essere garanti.
Mai come oggi sembra lontano il consenso sul significato autentico della laicità, sui suoi limiti e i suoi obblighi. Mentre è sempre più urgente ritrovarne le ragioni, per rispondere alle nuove sfide della convivenza e della modernità.
Come forze della La Sinistra e l’Arcobaleno di Brescia siamo impegnati affinché il principi di autodeterminazione della donna, della laicità e della difesa dei diritti individuali non siano svenduti in cambio di una manciata di voti ma al contrario siamo impegnati affinché questi stessi principi diventino sempre più patrimonio comune della società libera e democratica.
Tutti ci dobbiamo adoperare affinchè non si torni indietro neppure di un centimetro sul difficile e lento cammino di “emancipazione” femminile e sul diritto di autodeterminazione delle persone e il rispetto del pensiero degli altri.
Categorie: DIRITTI
In rete il blog di Donatella Albini
www.donatellaalbini.it

Categorie: NEWS
Lo scioglimento delle Camere e l’apertura della fase elettorale richiedono, a nostro giudizio, che si affrontino insieme alcune questioni. Crediamo che la Lombardia possa esprimere una opinione sulle scelte e lo scenario nazionale, proprio perché siamo convinti che uno dei più forti fattori di rinnovamento della politica sia non accomodarsi passivamente agli orientamenti nazionali, cioè – in questo caso – alla scelta di autosufficienza del Pd. Le elezioni imminenti hanno al centro la questione del lavoro, dei redditi e dei salari, della devastazione ambientale, della credibilità della rappresentanza politica in una società che esige una svolta morale, della difesa della legge 194 e della libertà delle donne. In Lombardia elettrici ed elettori sentono questi bisogni e individuano in uno schieramento del centrosinistra, rinnovato nei suoi contenuti e nelle sue forme e rafforzato dai processi unitari in corso che superano la frammentazione politica, la coalizione che può rispondere alle questioni politiche e sociali più rilevanti. La contemporaneità, politica e speriamo anche materiale, con un significativo turno di elezioni amministrative ci pone poi l’esigenza di avere una occasione di confronto sulle diverse situazioni locali. Il forte rischio, infatti, è che insieme al governo nazionale si consegni al centrodestra anche il governo locale, a Brescia e Sondrio e negli altri comuni lombardi al voto. Vi è poi tutto il campo degli effetti sulla Regione della vicenda nazionale: anche qui i tempi rischiano di farsi davvero incalzanti e non si deve disperdere il patrimonio accumulato in questi anni nell’opposizione sociale e politica al modello di Formigoni.
Tino Magni, Pietro Mezzi, Alfio Nicotra, Alberto Visco Gilardi; Mario Agostinelli, Marco Cipriano, Carlo Monguzzi, Luciano Muhlbauer, Marcello Saponaro, Arturo Squassina, Osvaldo Squassina, Bebo Storti
Coord. e cons. reg. de “la Sinistra l’Arcobaleno”
Categorie: STAMPA
Al tavolo delle trattative la Sinistra arcobaleno porterà il nome di Donatella Albini (medico ginecologo a Chiari, indipendente) come possibile candidato-sindaco. Il suo sembrava un nome da testare alle primarie ma – ora che le primarie sono più lontane – il suo ruolo rischia di essere meno chiaro. È lei stessa a chiarirlo.
Dottoressa, le sarà candidata sindaco alle primarie, al primo turno o a cosa?
La mia è una candidatura a sindaco e basta, con pari dignità rispetto ad altre. È una candidatura offerta e sofferta da parte di una persona che non ha tessere di partito. La mia è una candidatura assunta nella consapevolezza che il centrosinistra debba andare unito al voto. Per raggiungere questo obiettivo servono le primarie, come chiedono la sinistra che mi sostiene e il Pd.
A livello nazionale l’Unione non gode di buona salute…
Ma c’è una particolarità bresciana, e le amministrative non sono sovrapponibili alle politiche. Se a livello nazionale ci sono grandi contraddizioni, a Brescia il realismo politico e il tessuto culturale e politico dicono che ha senso che il centrosinistra si presenti unito.
Fra le forze che compongono la sinistra arcobaleno, ce n’è una a cui si sente più vicina?
La mia posizione e la mia storia mi consentono di essere vicina a tutti e prima di tutto a me stessa. Ho militato nel movimento studentesco, nel movimento delle donne, nei primi quartieri, sono stata alla scuola di Dolores Abbiati nel Pci, negli anni dell’università ci si trovava con Cremaschi e Sabattini. I rapporti nazionali mi hanno reso più autonoma, e mi consentono di riconoscermi oggi sia nelle forze della sinistra arcobaleno che in un pezzo del Pd. Chi ha vissuto da sempre a Brescia sa che pensare a una sinistra che va da sola è utopistico.
La sinistra radicale è accusata di dire sempre di no, dalla Brebemi alle grandi opere. Lei dirà qualche sì?
La mia passione è tanta, la competenza poca. Ho però la visione della realtà. Sono d’accordo con la politica della viabilità impostata dai Verdi, considero la sicurezza come una condizione di democrazia e di vivibilità per le persone. Se mi capiterà di fare il sindaco, la prima cosa che farò sarà istituire il servizio soccorso violenza sulle donne. È stato il primo atto del governo Zapatero dà visibilità al problema. Io rivendico il mio essere fuori dai protocolli delle segreterie: so che la politica è mediazione, ma non rinuncerò a dire la mia.
C’è il rischio che il centrosinistra perda i pezzi…
Io spero che si superi questo rischio nella logica del buon governo della città. per non far vincere il centrodestra ci vuole un centrosinistra unito. Spero che ai fini dell’alleanza di governo anche i socialisti, alla fine, accettino il metodo delle primarie. Non esiste, non immagino un centrosinistra senza la loro risorsa umana e progettuale.
Cosa la allontana di più dalla destra?
Il loro rapporto con gli stranieri, a cui non riconoscono cittadinanza. Gli stranieri sono il nuovo che avanza, nel mio reparto il 70% delle nascite è di bimbi stranieri. E poi l’idea poliziesca di sicurezza, invece è ordinamento della città.
I suoi rapporti con gli altri candidati del centrosinistra?
Del Bono non lo conosco. Con Laura abbiamo fatto un convegno sulla violenza sulle donne. Ma dopo la mia candidatura non ci siamo ancora sentite.
Categorie: STAMPA
Con l’approvazione da parte del Consiglio dell’ammissibilità del referendum sull’acqua registriamo un positivo passo in avanti, ora attendiamo che il Progetto di Legge proposto dalla Giunta rispetti quanto dichiarato dall’assessore Buscemi, cioè che l’acqua è un bene comune e che la sua gestione, perciò, deve essere pubblica.
Dopo i reiterati tentativi di rinviare il voto per l’ammissibilità, la Cdl ha dunque ripreso a ragionare, a seguito delle forti proteste dell’Unione, che aveva denunciato la scarsa sensibilità democratica del centrodestra, e degli oltre 130 Comuni che il referendum l’hanno con forza richiesto.
Si tratta ora di discutere del merito della questione, in Commissione Ambiente è infatti approdato il Progetto di Legge presentato dalla Giunta per cambiare la legge attuale. Solo la modifica degli articoli che il referendum vorrebbe abrogare potrebbe rendere non più necessario il suo svolgimento.
Quello che ci attendiamo dalla maggioranza è che non tradisca le dichiarazioni di Buscemi in Consiglio, perché dire che l’acqua è pubblica e che dal pubblico va governata e poi mantenere una legge che obbliga alla cessione ai privati sarebbe una presa in giro dei cittadini contro la quale ci opporremo con decisione.
I Consiglieri regionali
Marco Cipriano (Sd), Mario Agostinelli (Prc), Carlo Monguzzi (Verdi), Bebo Storti (PdCi)
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