Le chiedo gentilmente spazio sulla sua rubrica per esprimere una mia opinione, perché sento che troppe volte la sofferenza, il dolore e le fatiche che molti operai fanno per poter arrivare a fine mese viene strumentalizzata a fini elettorali. Ho avuto modo di ascoltare in confronti televisivi affermazioni tese a dimostrare che oggi, nel terzo millennio, tutto è uguale, tutti siamo uguali.
Massimo Calearo, già leader dei padroni metalmeccanici, oggi candidato nelle liste del Partito democratico, ha affermato che la destra e la sinistra oggi «si differenziano solo per il lato di Montecitorio in cui siedono i parlamentari».
«L’imprenditore è un lavoratore, che rischia, che ci mette del suo»: dopo la bufala del «lavoratore imprenditore di se stesso», ecco la nuova, brillante teoria di Walter Veltroni.
Così, con un colpo di bacchetta magica, nei luoghi di lavoro e nella società scompaiono le classi, i diversi interessi, i differenti bisogni. Così non ci sono più sfruttatori e sfruttati. E la politica non serve più. Ma questo mondo dipinto in tinte pastello, questo mondo dai tratti sfumati, non è il mondo in cui viviamo.
Nel mondo vero si muore sul lavoro e ci si ammazza per aver perso il lavoro. Nel mondo vero c’è chi si sposta con l’elicottero privato e chi con treni lerci e sempre in ritardo; c’è chi «gioca in Borsa» e guadagna miliardi e chi sopravvive, come tanti operai della OM Iveco di Brescia con mille euro al mese; c’è chi possiede dimore hollywoodiane e chi per un appartamento di quaranta metri quadri spende metà del suo salario; c’è chi evade le tasse e viene persino applaudito agli onori della cronaca e chi le paga direttamente in busta paga; c’è chi tiene «i risparmi» in Lussemburgo o nei paradisi fiscali e chi è costretto a indebitarsi; c’è chi ha diritto di voto e chi, pur lavorando in questo Paese, di fatto non esiste.
Non è vero che tutto è uguale, non è vero che tutti siamo uguali: ci sono ingiustizie e privilegi, c’è chi subisce e chi comanda, c’è chi fatica e chi non ha problemi.
Le classi, i diversi interessi, i differenti bisogni ci sono. E allora la politica serve. Una politica «di parte», una politica che sceglie chi e quali esigenze rappresentare.
Una politica che si pone l’obiettivo di ridurre i privilegi, di sanare le ingiustizie.
Una politica capace di riconoscere l’abisso che separa sfruttatori e sfruttati. E allora serve la sinistra. Serve chi si schiera nettamente dalla parte di chi vive del proprio lavoro e si merita di vivere meglio.
Appaiono ipocrite, a mio parere, le conferenze operaie nazionali, di sessantottesca memoria, quando poi nel concreto si effettuano scelte che colpiscono gli interessi veri degli operai e delle operaie e si ipotizza di cancellare i contratti e lo statuto dei lavoratori.
In tutta la mia vita da operaio, da sindacalista e ora da consigliere regionale, non ho mai né criticato né condannato chi la pensa diversamente. Mi infastidisce però che si prenda in giro chi lavora onestamente e produce la ricchezza del Paese.
OSVALDO SQUASSINA
Consigliere regionale Sinistra Arcobaleno
(Giornale di Brescia – 30 marzo 2008)
Post da Marzo 2008
NON SIAMO TUTTI UGUALI
Marzo 31, 2008 · Lascia un Commento
DIFENDERE I VALORI CRISTIANI?
Marzo 26, 2008 · Lascia un Commento
Leggo sulla stampa locale che stasera, in città, vi era un’iniziativa del Partito della libertà sulla “difesa dei valori cristiani”, presenti tra gli altri l’on. Sandro Fontana e il candidato sindaco Adriano Paroli.
Contemporaneamente leggo sul Manifesto che ieri Casini avrebbe sostenuto che uno dei propositi principali dell’UDC sarebbe “la difesa dell’identità cristiana dell’Italia”.
Come cristiano sono rattristato dall’immagine della “difesa dei valori cristiani”, laddove la parola “difesa” fa pensare a valori confinati dietro mura e fili spinati, o peggio protetti dalle armi, mentre i valori cristiani (come tutti i valori) dovrebbero essere praticati quotidianamente e, in questo modo, irrompere liberamente nel mondo, vivere in mezzo alle donne e agli uomini, aprirsi al confronto con chi è diverso da noi, senza la paura di perdersi, ma anzi nella convinzione che così contribuiranno alla crescita umana di tutte e tutti, quale lievito per il pane e sale della terra.
Vedere poi un sentimento religioso, di per se’ universale, abbinato a un’identità nazionale mi fa addirittura rabbrividire, ricordando l’uso strumentale che in tante parti del mondo si è fatto e si fa tuttora di una religione a sostegno del nazionalismo spesso criminale di un Paese verso un altro popolo o verso una minoranza etnica. Nel caso italiano, scordando che la nostra costituzione non prevede una religione di stato e sancisce invece la separazione tra stato e chiesa cattolica, si vuole sostenere una presunta identità cristiana del nostro Paese per far sentire degli esclusi o peggio degli inferiori gli uomini e le donne di altre religioni o non aderenti ad alcuna religione, mentre ogni convinzione etica merita uguali dignità e considerazione.
Ma, soprattutto, come cittadino e candidato consigliere comunale, sono convinto che ogni buon amministratore, nella gestione della cosa pubblica, abbia il dovere costituzionale di mettere in campo politiche che non discriminino le cittadine e i cittadini in base alle proprie convinzioni etiche e, pertanto, non possa difendere i valori di una sola religione, benchè maggioritaria.
Chi, giustamente, stigmatizza Paesi nei quali le regole morali di una religione assurgono a legge, come avviene in alcuni stati a forte presenza islamica, non può sostenere il contrario in Italia.
La laicità delle istituzioni, intendendo le istituzioni stesse come un luogo aperto a tutte le opzioni politiche, culturali, etiche, religiose, è a tutela della libertà di tutte e di tutti, anche della libertà religiosa dei cristiani, che peraltro non fanno tutti riferimento alla tradizione cattolica romana.
Sergio Mazzoleni
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Maternità e Politica (di Donatella Albini)
Marzo 25, 2008 · Lascia un Commento
Care/i tutte/i,
perdonatemi l’esordio,da vecchia lettera,ma tra me e queste formidabili tecnologie c’è ancora molto spazio e ho la necessità di”vedere” occhi,visi e gesti per parlare e scrivere. Molte/i di voi le/i conosco e il compito mi è dunque più facile.
Non sono stata molto presente nel confronto partito dalle riflessioni sulle IVG e approdato alla maternità,per motivi personali,che mi hanno distolto,per quanto possibile in questo momento,dalla visibilità pubblica e mi hanno riportato dentro i miei pensieri e le mie relazioni familiari. Ora sono in un luogo appartato,insieme a mio marito e ai miei figli, perchè il silenzio e la bellezza del luogo ci consentano di ripensare insieme il dolore che ci ha attraversato in questi mesi.
Il clamore lontano mi riporta ad un senso di solitudine immanente,credo,a una donna che fa entrare nel suo orizzonte di vita la politica attiva;si tratta di una collocazione singolare nel mondo,a partire dal proprio sesso e può essere dolorosa.
D’altro canto il sasso della libertà, che le femministe hanno lanciato negli anni ‘70 continua a produrre allargamento delle libertà e a creare libertà,non è certo fare la rivoluzione,ma è certo che l’allargamento delle libertà ha reso il genere femminile un problema per la logica dello sviluppo e ha fatto assumere nei comportamenti di donne e uomini il disagio della differenza sessuale.
Solitudine significa dunque entrare in un ambito di resistenza,per non essere messa a tacere nel mondo degli uomini,e la politica sinora è luogo degli uomini,significa riconoscersi tra donne con attenzione e disponibilità incessanti e sapere di avere una vita piena alle spalle,anche se fuori dalle assemblee elettive,irripetibile e ricca.
Il racconto della nascita di Giorgio mi ha emozionato tanto quanto l’esserci alle nascite dei bambini/e che ho visto in vent’anni di lavoro:gli occhi delle donne nel dolore del travaglio,le mani che ho stretto nel momento finale,i baci dei padri sulle mie guance,dopo le mogli,il massaggio e l’accoglienza di quei piccoli corpi,il passarli dalle mani dell’ostetrica alle mani della puericultrice. Anche in ospedale ci può essere tenerezza,cura e rispetto,dipende dalle persone che vogliono e possono trasformare un luogo vecchio e brutto come il mio reparto,in uno spazio di accoglienza rispettosa e di cammino comune.
Forse l’irruzione della maternità nella politica non sta tanto nelle ricerche sociologiche essenziali per costruire servizi,nelle riflessioni psicologiche,fondamentali per riaffermare il primato della donna e del suo corpo,nei programmi elettorali,necessari per riconoscere le proprie speranze,ma nell’ingresso delle donne nella politica,con la loro storia di riproduzione,di riproduzione non solo di corpi.
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«Nuova sinistra, processo irreversibile»
Marzo 24, 2008 · Lascia un Commento
Riportiamo il testo della Tavola rotonda tenuta a Liberazione con il candidato Premier Fausto Bertinotti
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Al Senato Berlusconi può perdere ma solo se la sinistra va bene
Marzo 24, 2008 · Lascia un Commento
Tutti i sondaggi oggi dicono che la coalizione di destra (Berlusconi), alla camera, vincerà, sconfiggendo la coalizione di centro (Veltroni) con un vantaggio che va dal 6 al 10 per cento, e in questo modo si assicurerà il premio di maggioranza. Vuol dire che Berlusconi, seppure otterrà circa il 43 o 44 per cento dei voti, avrà alla Camera il 55 per cento dei seggi. Cioè una maggioranza sicura, comne l’aveva anche Prodi. Così dice la legge, anche se sulla costituzionalità di questa legge ci sarebbe forse da discutere (ma in un’altra sede). La situazione – sempre per via delle stranezze della legge elettorale – è parecchio diversa in Senato. Qui i premi di maggioranza sono regionali, e questo rende molto più difficile a un partito o a una coalizione di ottenere una maggioranza abbastanza solida. A conti fatti, sulla base dei risultati probabili, si calcola che Berlusconi potrebbe avere una maggioranza esilissima, forse di un solo seggio o, nel migliore dei casi, di cinque seggi (contando i senatori a vita). Questo se il centrodestra vincerà nel Lazio. Se invece – come non è affatto improbabile – dovesse essere sconfitto nel Lazio, allora Berlusconi non avrà la maggioranza. In quel caso nessun partito e nessuna coalizione avrà la maggioranza. O si torna alle urne o si deve trovare una formula di grande coalizione, e non è affatto improbabile che su questa soluzione già ci sia un accordo tra Veltroni e Berlusconi.
Comunque il risultato di Berlusconi al senato, in termine di seggi conquistati, sarà negativo in modo direttamente proporzionale al successo della sinistra arcobaleno (e anche della lista di Casini). Cioè: tanti più seggi conquisteranno queste due liste, tanti meno seggi conquisterà Berlusconi).
da Liberazone 23/03/2008 – di Piero Sansonetti
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sull’eventualità di un CPT a Brescia
Marzo 19, 2008 · 1 Commento
In questi primi scorci di campagna elettorale, il tema dei migranti, è apparso sempre più associato al tema della sicurezza.
La lista La sinistra L’arcobaleno ribadisce come si debba superare quest’ottica lavorando, invece, affinché la presenza di culture diverse possa e debba diventare ricchezza in una comunità che cresce e che si apre all’Europa.
E’ quindi fondamentale che l’Amministrazione Comunale continui e rafforzi politiche tese all’integrazione di questa parte importante della propria comunità
Per questo nel programma sottoscritto dalla coalizione che sostiene Emilio del Bono a sindaco questo aspetto è ben presente.
Viene infatti sottolineato: “Come tutte le grandi città del mondo anche Brescia è una città aperta.
Sarà pertanto fondamentale instaurare con le comunità di migranti dei rapporti tesi alla responsabilizzazione e ad una partecipazione che li veda cittadini attivi, in grado di inserirsi positivamente nel tessuto della città.
Riteniamo di attuare una politica di integrazione che prevede un’azione coordinata e trasversale di diverse linee operative:
- compartecipazione alla vita cittadina dando visibilità a nuovi spazi politici, culturali, economici e associativi;
- tutela della vita del territorio, “abitando il territorio” e contrastando tutti i processi di marginalizzazione;
- aggiornamento dei sistemi scolastici, per consentire una scolarizzazione efficace dei minori ricongiunti o di seconda generazione;
- in particolare l’amministrazione dovrà fornire strumenti idonei ed affiancare al corpo insegnanti figure professionali adeguate;
- integrazione sociale dei giovani stranieri attraverso il coinvolgimento degli stessi nelle realtà sportive e nei luoghi di aggregazione giovanile del Comune;
Tali linee operative introducono ad una nuova pratica di cittadinanza, che non fa riferimento solo all’appartenenza linguistica, territoriale o culturale, ma alla “prossimità” di individui e di collettività, che condividono uno stesso territorio e le medesime potenzialità di relazione e di interazione e si riconoscono in un nuovo patto sociale di solidarietà e di corresponsabilità politica.”
Se questo deve essere il filo conduttore delle politiche attive a favore dei migranti appare evidente come in nessun caso possa essere accettata l’idea di apertura di un centro di permanenza temporanea, ipotesi, questa, che vedrebbe la nostra netta opposizione.
Come lista e come soggetti promotori del progetto La Sinistra L’arcobaleno consideriamo infatti, la tutela dei diritti, dei doveri, la centralità ed il rispetto della persona umana come basi fondanti e qualificanti di qualsiasi comunità che si ritenga solidale.
Per questo ci impegneremo affinchè le politiche attuate dalla Amministrazione Comunale siano improntate alla creazione di spazi di comunità e di socialità che promuovano l’integrazione e la partecipazione a tutti i livelli.
GIANNA BARESI SEGRETARIA PRC CANDIDATA AL COMUNE DI BRESCIA
CARLO COLOSINI SEGRETARIO PDCI CANDIDATO AL COMUNE DI BRESCIA
FLAVIA PICCINELLI CANDIDATA AL COMUNE DI BRESCIA
MANENTI CRISTIANA COORD. PROVINCIALE SINISTRA DEMOCRATICA
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UNA POLITICA DI PARTE
Marzo 17, 2008 · Lascia un Commento
Tutto è uguale, siamo tutti uguali. La destra e la sinistra oggi “si differenziano solo per il lato di Montecitorio in cui siedono i parlamentari”: parola di Massimo Calearo, già leader dei padroni metalmeccanici, oggi candidato nelle liste del Partito Democratico. “L’imprenditore è un lavoratore, che rischia, che ci mette del suo”, dopo la bufala del “lavoratore imprenditore di se stesso”, ecco la nuova, brillante, teoria di Valter Veltroni.Così, con un colpo di bacchetta magica, nei luoghi di lavoro e nella società scompaiono le classi, i diversi interessi, i differenti bisogni. Così non ci sono più sfruttatori e sfruttati. Allora la politica non serve.Ma questo mondo dipinto in tinte pastello, questo mondo dai tratti sfumati, non è il mondo in cui viviamo.Nel mondo vero si muore sul lavoro e ci si ammazza per aver perso il lavoro. Nel mondo vero c’è chi si sposta con l’elicottero privato e chi con treni lerci e sempre in ritardo; c’è chi “gioca in borsa” e guadagna miliardi e chi sopravvive con mille euro al mese; c’è chi possiede dimore hollywoodiane e chi per un appartamento di quaranta metri quadri spende metà del suo salario; c’è chi paga le tasse direttamente in busta paga e chi evade; c’è chi è costretto a indebitarsi e chi tiene “i risparmi” in Lussemburgo; c’è chi ha diritto di voto e chi, pur lavorando in questo paese, non esiste.Non è vero che tutto è uguale, non è vero che tutti siamo uguali: ci sono ingiustizie e privilegi, c’è chi comanda e chi subisce, c’è chi fatica e chi non ha problemi.Ci sono le classi, i diversi interessi, i differenti bisogni. Allora serve la politica. Una politica “di parte”, una politica che sceglie quali interessi, quali bisogni rappresentare. Una politica che si pone l’obiettivo di ridurre i privilegi, di sanare le ingiustizie. Una politica che riconosce l’abisso che separa sfruttatori e sfruttati. Allora serve la sinistra. Allora, il 13 e 14 aprile c’è un unico voto utile: quello per chi si è schierato nettamente dalla parte di chi vive del proprio lavoro e si merita di vivere meglio. di Osvaldo Squassina
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COMUNICATO STAMPA DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E DIRITTI DI CITTADINANZA DELLE PERSONE LESBICHE GAY E TRANS “NON IN CONTRASTO” “PIUTTOSTO LA DESTRA CONTROLLI LA PROPRIA OMOFOBIA”
Marzo 15, 2008 · Lascia un Commento
Comunicato Stampa a cura dei candidati nella lista per le elezioni comunali della La Sinistra L’Arcobaleno Manuela Fazia, Sergio Mazzoleni e Gloria Sosta in risposta all’articolo apparso sul Bresciaoggi del 15 marzo 2008
Non stupisce la presa di posizione contro la candidatura di esponenti del movimento lesbico gay e trans da parte de La Destra, una forza politica che non ha mai rinnegato le proprie radici fasciste, ricordando che le persone omosessuali e transessuali sono state uccise, incarcerate ed esiliate da Hitler e Mussolini.
Traspare ancora una forte omofobia nel definirci “candidature che fanno discutere”, come se non fosse una cosa normale che anche lesbiche, gay o trans possano siedere nei banchi della Loggia, considerato che almeno 10.000 vivono nella nostra città. (continua…)
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CANDIDATI ALLA CAMERA LOMBARDIA 2
Marzo 11, 2008 · Lascia un Commento
1 Zipponi Maurizio
2 Pagliarini Giovanni detto Gianni
3 Del Regno Rossana
4 Pesenti Rosangela
5 Locatelli Ezio
6 Patelli Elisabetta
7 Dotti Maria Grazia Edvige
8 Bonometti Giovanni
9 Manenti Cristiana
10 Libera Massimo Forcola
11 Amati Daniela
12 Secchi Eugenio Guido
13 Damin Andrea Stefano
14 Ruperto Tatiana Bruna
15 Copes Nicola Chiavenna
16 Vanacore Giuseppe
17 Zucchi Raffaella
18 Labanca Viviana
19 Bono Vanda Maria
20 Binda Alessio
21 Sironi Marco
22 Corrias Ornella Cantù
23 Tognoli Valeria
24 Balzarini Giuseppe detto Beppe
25 Stefanelli Pietro detto Piercarlo
26 Chiaramonte Giuseppa Francesca
27 Cherubini Di Simplicio Sandro
28 Ciraso Stefania
29 Forcella Maurizio
30 Morandi Eugenio
31 Cassina Erica
32 Ruggiero Laura
33 Martini Manuela
34 Pitarresi Giuseppe
35 Lucianetti Marisa detta Cristina
36 Viavattene Luigi
37 Carlucci Michele Antonio
38 Scaravaggi Mattia
39 Scali Nicodemo
40 Morgano Maurizio
41 Bianco Maria
42 Panzeri Luigi Cernusco
43 Lombardi Marco detto Mirko
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CANDIDATI AL SENATO
Marzo 11, 2008 · Lascia un Commento
CANDIDATI AL SENATO
1. Borsellino Rita
2. Capelli Giovanna
3. Monguzzi Carlo
4. Zuccherini Stefano
5. Entrin Ghigliardini Erminia
6. Confalonieri Giovanni
7. Pellegatta Maria Agostina
8. Magni Celestino
9. Agostinelli Mario
10. TRIVELLA Patrizia
11. Traversa Libero
12. Jontof Hutter Paolo
13. Trezzi Siria
14. Tagliabue Maurizio
15. Saletti Achille
16. Russo Maria Rosaria
17. Balotta Lucia
18. Bella Fulvio
19. Occhi Giovanni
20. Fortunati Ombretta
21. Apuzzo Stefano
22. Nardi Maria
23. Corrado Antonio Rosario
24. Cappelletti Claudia
25. Milanese Luigina Maria
26. Bosisio Franco
27. Tonarelli Luciana
28. Armanni Vittorio
29. Scanzi Alberto
30. Di Francesco Caterina
31. Alvi Daniela
32. Brenna Sergio Luigi
33. Farina Maria
34. Ladina Andrea
35. Pergolini Roberta
36. Riolo Giorgio
37. Tormenini Giuseppe
38. Cogliati Carmela
39. Magni Giammaria Maddalena
40. Bugazza Stefano
41. Maestri Carlo
42. Lolli Anna Maria
43. Denin Carmen
44. Barbagini Franco
45. Languarella Giovanna
46. SQUASSINA Arturo
47. Nicola Alfio
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