Blog de “La sinistra l’arcobaleno” a Brescia

Maternità e Politica (di Donatella Albini)

Marzo 25, 2008 · Lascia un Commento

Care/i tutte/i,
perdonatemi l’esordio,da vecchia lettera,ma tra me e queste formidabili tecnologie c’è ancora molto spazio e ho la necessità di”vedere” occhi,visi e gesti per parlare e scrivere. Molte/i di voi le/i conosco e il compito mi è dunque più facile.
Non sono stata molto presente nel confronto partito dalle riflessioni sulle IVG e approdato alla maternità,per motivi personali,che mi hanno distolto,per quanto possibile in questo momento,dalla visibilità pubblica e mi hanno riportato dentro i miei pensieri e le mie relazioni familiari. Ora sono in un luogo appartato,insieme a mio marito e ai miei figli, perchè il silenzio e la bellezza del luogo ci consentano di ripensare insieme il dolore che ci ha attraversato in questi mesi.
Il clamore lontano mi riporta ad un senso di solitudine immanente,credo,a una donna che fa entrare nel suo orizzonte di vita la politica attiva;si tratta di una collocazione singolare nel mondo,a partire dal proprio sesso e può essere dolorosa.
D’altro canto il sasso della libertà, che le femministe hanno lanciato negli anni ‘70 continua a produrre allargamento delle libertà e a creare libertà,non è certo fare la rivoluzione,ma è certo che l’allargamento delle libertà ha reso il genere femminile un problema per la logica dello sviluppo e ha fatto assumere nei comportamenti di donne e uomini il disagio della differenza sessuale.
Solitudine significa dunque entrare in un ambito di resistenza,per non essere messa a tacere nel mondo degli uomini,e la politica sinora è luogo degli uomini,significa riconoscersi tra donne con attenzione e disponibilità incessanti e sapere di avere una vita piena alle spalle,anche se fuori dalle assemblee elettive,irripetibile e ricca.
Il racconto della nascita di Giorgio mi ha emozionato tanto quanto l’esserci alle nascite dei bambini/e che ho visto in vent’anni di lavoro:gli occhi delle donne nel dolore del travaglio,le mani che ho stretto nel momento finale,i baci dei padri sulle mie guance,dopo le mogli,il massaggio e l’accoglienza di quei piccoli corpi,il passarli dalle mani dell’ostetrica alle mani della puericultrice. Anche in ospedale ci può essere tenerezza,cura e rispetto,dipende dalle persone che vogliono e possono trasformare un luogo vecchio e brutto come il mio reparto,in uno spazio di accoglienza rispettosa e di cammino comune.
Forse l’irruzione della maternità nella politica non sta tanto nelle ricerche sociologiche essenziali per costruire servizi,nelle riflessioni psicologiche,fondamentali per riaffermare il primato della donna e del suo corpo,nei programmi elettorali,necessari per riconoscere le proprie speranze,ma nell’ingresso delle donne nella politica,con la loro storia di riproduzione,di riproduzione non solo di corpi.

Categorie: NEWS

0 risposte finora ↓

  • Non ci sono ancora commenti... Inizia tu riempiendo il modulo sottostante.

Lascia un Commento