dal Bresciaoggi 8 aprile di Lucilla Perrini
L’ incontro promosso dalla Sinistra l’Arcobaleno sulla «Cittadinanza delle persone lesbiche gay e transessuali» stasera alle 20,30 al Museo Ken Damy, nasce dalla volontà di dare visibilità e autorevolezza alle differenze di genere «tema di cui poco si parla perché g enera ancora imbarazzo – dice Donatella Albini, capolista – e la politica non sa dare risposte». Parlare anche dei diritti di gay, lesbiche e transessuali è nel progetto «di vita e di città che vogliamo – spiega la Albini – un paese che sia laico, che dia piena attuazione ai diritti civili e alla politica delle differenze». E ricorda che il primo atto del governo Zapatero è stato proprio contro la violenza di g enere, con l’inserimento curriculare dell’insegnamento sull’identità di genere. «Dobbiamo ancora fare tanta strada in Italia – spiega Sergio Mazzoleni dell’Arci gay – per superare una cultura condizionata dai pregiudizi. Il primo passo potrebbe essere l’adesione al Re.a.dy, una rete nazionale delle pubbliche amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale».
Questo permetterebbe politiche e atti amministrativi che sappiano rispondere ai bisogni delle persone lesbiche, gay e trans. «Con l’adesione si sottoscrive una carta di azioni positive sul territorio – precisa Manuela Fazia di Pianeta Viola – dal dialogo con le associazioni alla sensibilizzazione sulla popolazione locale, alla formazione di alcune categorie come gli inse gnanti, i pubblici dipendenti». Il discorso della discriminazione sul posto di lavoro è particolarmente sentito dai transessuali, denuncia Gloria Sosta, presidente di Lily Elbe, associazione di supporto ai trans nata nel settembre scorso, e «si sente la necessità di seguire l’esempio già di altre città, di borse di sostegno, con la promozione di percorsi formativi rivolti a tutti gli enti in cui l’offerta di lavoro è estesa anche ai trans».
