Blog de “La sinistra l’arcobaleno” a Brescia

Voci categorizzate come ‘DIRITTI’

Pari diritti a gay,lesbiche e trans

Aprile 8, 2008 · Lascia un Commento

dal Bresciaoggi 8 aprile di Lucilla Perrini

L’ incontro promosso dalla Sinistra l’Arcobaleno sulla «Cittadinanza delle persone lesbiche gay e transessuali» stasera alle 20,30 al Museo Ken Damy, nasce dalla volontà di dare visibilità e autorevolezza alle differenze di genere «tema di cui poco si parla perché g enera ancora imbarazzo – dice Donatella Albini, capolista – e la politica non sa dare risposte». Parlare anche dei diritti di gay, lesbiche e transessuali è nel progetto «di vita e di città che vogliamo – spiega la Albini – un paese che sia laico, che dia piena attuazione ai diritti civili e alla politica delle differenze». E ricorda che il primo atto del governo Zapatero è stato proprio contro la violenza di g enere, con l’inserimento curriculare dell’insegnamento sull’identità di genere. «Dobbiamo ancora fare tanta strada in Italia – spiega Sergio Mazzoleni dell’Arci gay – per superare una cultura condizionata dai pregiudizi. Il primo passo potrebbe essere l’adesione al Re.a.dy, una rete nazionale delle pubbliche amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale».
Questo permetterebbe politiche e atti amministrativi che sappiano rispondere ai bisogni delle persone lesbiche, gay e trans. «Con l’adesione si sottoscrive una carta di azioni positive sul territorio – precisa Manuela Fazia di Pianeta Viola – dal dialogo con le associazioni alla sensibilizzazione sulla popolazione locale, alla formazione di alcune categorie come gli inse gnanti, i pubblici dipendenti». Il discorso della discriminazione sul posto di lavoro è particolarmente sentito dai transessuali, denuncia Gloria Sosta, presidente di Lily Elbe, associazione di supporto ai trans nata nel settembre scorso, e «si sente la necessità di seguire l’esempio già di altre città, di borse di sostegno, con la promozione di percorsi formativi rivolti a tutti gli enti in cui l’offerta di lavoro è estesa anche ai trans».

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Appello per la laicità , valore costituzionale.

Aprile 2, 2008 · 1 Commento

Una recente sentenza della Corte costituzionale ha definito la laicità il principio supremo dell’ordinamento della nostra Repubblica, perché racchiude in sé tutti gli altri valori fondamentali, quali la libertà e l’uguaglianza dei cittadini , la democrazia e la solidarietà sociale.
La laicità è assunta dalla nostra Costituzione come strumento di emancipazione da qualsiasi condizionamento ideologico, morale e religioso ed è modo per affermare una propria autonoma tavola dei valori cui ispirare le regole della convivenza civile.

Questi valori rappresentano la conquista piu’ significativa perseguita nel corso della lotta di Resistenza contro la dittatura fascista e la sua pretesa totalitaria di imporre una religione di Stato, concepita come strumento di potere , di captazione e di gestione del consenso.

Contro la laicità dello Stato è oggi in atto una offensiva senza precedenti. Ne sono protagoniste tutte le forze conservatrici e reazionarie del Paese. E, purtroppo, non solo queste. Sotto attacco sono, la scuola pubblica, il diritto alla procreazione assistita, la libertà della scienza e il suo ruolo nella società, le unioni civili e, in particolare, la legge 194.

Pur di fronte all’evidenza incontestabile di una legge che è stata in grado di ridurre considerevolmente il numero degli aborti e di eliminare gli aborti clandestini, la legge 194 torna ad essere aggredita perché si tenta ancora una volta di negare il diritto all’autodeterminazione della donna e il rapporto inscindibile tra questo diritto e l’inizio della vita.

Del pari, si tenta, aggredendo la libertà della scienza, di colpire il pensiero critico e dubitativo che la modernità ci ha consegnato e sul quale si fonda la secolarizzazione della società. In questione, insomma, è l’idea stessa della libertà, premessa per lo sviluppo umano, la crescita della società, la diffusione della conoscenza e del sapere.

Alla Sinistra anzitutto compete la responsabilità storica di affermare, nel futuro Parlamento, con una azione unitaria delle forze democratiche, il valore della laicità.

Valerio Pocar, Silvia Buzzelli,Carlo Flamigni, Margherita Hack, Maria Pellegatta, Carlo Bernardini, Piergiorgio Odifreddi, Marcello Cini, Roberto Fieschi, Rina Gagliardi, Daniela Polenghi, Domenico Chiesa, Vito Francesco Polcaro, Gianni Bonazzi, Bruno Moretto, Corrado Mauceri, Piergiorgio Bergonzi, Alba Sasso, Giuseppe Musolino, Luciano Di Ienno, Jole Garuti, Irene Campari, Donatella Albini

Per aderire inviare una email a silvia.buzzelli@unimib.it

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DIFENDERE I VALORI CRISTIANI?

Marzo 26, 2008 · Lascia un Commento

Leggo sulla stampa locale che stasera, in città, vi era un’iniziativa del Partito della libertà sulla “difesa dei valori cristiani”, presenti tra gli altri l’on. Sandro Fontana e il candidato sindaco Adriano Paroli.
Contemporaneamente leggo sul Manifesto che ieri Casini avrebbe sostenuto che uno dei propositi principali dell’UDC sarebbe “la difesa dell’identità cristiana dell’Italia”.

Come cristiano sono rattristato dall’immagine della “difesa dei valori cristiani”, laddove la parola “difesa” fa pensare a valori confinati dietro mura e fili spinati, o peggio protetti dalle armi, mentre i valori cristiani (come tutti i valori) dovrebbero essere praticati quotidianamente e, in questo modo, irrompere liberamente nel mondo, vivere in mezzo alle donne e agli uomini, aprirsi al confronto con chi è diverso da noi, senza la paura di perdersi, ma anzi nella convinzione che così contribuiranno alla crescita umana di tutte e tutti, quale lievito per il pane e sale della terra.

Vedere poi un sentimento religioso, di per se’ universale, abbinato a un’identità nazionale mi fa addirittura rabbrividire, ricordando l’uso strumentale che in tante parti del mondo si è fatto e si fa tuttora di una religione a sostegno del nazionalismo spesso criminale di un Paese verso un altro popolo o verso una minoranza etnica. Nel caso italiano, scordando che la nostra costituzione non prevede una religione di stato e sancisce invece la separazione tra stato e chiesa cattolica, si vuole sostenere una presunta identità cristiana del nostro Paese per far sentire degli esclusi o peggio degli inferiori gli uomini e le donne di altre religioni o non aderenti ad alcuna religione, mentre ogni convinzione etica merita uguali dignità e considerazione.

Ma, soprattutto, come cittadino e candidato consigliere comunale, sono convinto che ogni buon amministratore, nella gestione della cosa pubblica, abbia il dovere costituzionale di mettere in campo politiche che non discriminino le cittadine e i cittadini in base alle proprie convinzioni etiche e, pertanto, non possa difendere i valori di una sola religione, benchè maggioritaria.
Chi, giustamente, stigmatizza Paesi nei quali le regole morali di una religione assurgono a legge, come avviene in alcuni stati a forte presenza islamica, non può sostenere il contrario in Italia.

La laicità delle istituzioni, intendendo le istituzioni stesse come un luogo aperto a tutte le opzioni politiche, culturali, etiche, religiose, è a tutela della libertà di tutte e di tutti, anche della libertà religiosa dei cristiani, che peraltro non fanno tutti riferimento alla tradizione cattolica romana.

Sergio Mazzoleni

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COMUNICATO STAMPA DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E DIRITTI DI CITTADINANZA DELLE PERSONE LESBICHE GAY E TRANS “NON IN CONTRASTO” “PIUTTOSTO LA DESTRA CONTROLLI LA PROPRIA OMOFOBIA”

Marzo 15, 2008 · Lascia un Commento

Comunicato Stampa a cura dei candidati nella lista per le elezioni comunali della La Sinistra L’Arcobaleno Manuela Fazia, Sergio Mazzoleni e Gloria Sosta in risposta all’articolo apparso sul Bresciaoggi del 15 marzo 2008

Non stupisce la presa di posizione contro la candidatura di esponenti del movimento lesbico gay e trans da parte de La Destra, una forza politica che non ha mai rinnegato le proprie radici fasciste, ricordando che le persone omosessuali e transessuali sono state uccise, incarcerate ed esiliate da Hitler e Mussolini.

Traspare ancora una forte omofobia nel definirci “candidature che fanno discutere”, come se non fosse una cosa normale che anche lesbiche, gay o trans possano siedere nei banchi della Loggia, considerato che almeno 10.000 vivono nella nostra città. (continua…)

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Albini: pronta a ritirare la candidatura, ora il programma con Del Bono

Febbraio 27, 2008 · Lascia un Commento

«La mia candidatura? Continua ad essere in campo ma sono pronta a ritirarla per un appoggio a Emilio Del Bono. L’accordo politico c’è e riguarda oltre al Pd anche altre forze del centrosinistra. Ora si tratta di riempire questo accordo di contenuti programmatici. Se al termine di questo cammino ci riconosceremo tutti e pienamente nel programma elettorale di Del Bono io non sarò più candidata alla carica di sindaco e Del Bono avrà il pieno appoggio della Sinistra Arcobaleno». È la stessa Donatella Albini – che la Sinistra Arcobaleno ha candidato a sindaco per le amministrative di aprile – a parlare. E lo fa in occasione di una conferenza stampa nella quale la giovane formazione politica nata da Rifondazione, Sinistra democratica, Comunisti italiani e Verdi ha annunciato una serie di iniziative in vista del voto politico nazionale.
Primo fra tutti un incontro su «Laicità, lavoro, ambiente e diritti» a cui parteciperà il segretario nazionale dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto. L’appuntamento è fissato per domenica 2 marzo, alle 10.30 al teatro San Carlino (corso Matteotti 6/a).
Ad affiancare Diliberto sul palco del San Carlino ci sarà il parlamentare del Prc Maurizio Zipponi. Gli interventi dei due esponenti della Sinistra arcobaleno nazionale saranno preceduti da quelli di personalità locali impegnate nel mondo del lavoro, della scuola, nei comitati ambientali e per la difesa dei diritti civili. «La manifestazione non consiste nella solita carrellata dei segretari di partito – sottolinea Carlo Colosini, segretario provinciale del Pdci -. Un solo segretario che viene a parlare per tutta la coalizione a dimostrazione del fatto che la Sinistra arcobaleno è un polo politico unitario e reale: lo comunichiamo con il nostro modo di esprimerci».
L’assemblea pubblica tratterà i quattro temi enunciati dal titolo, prendendo come punto di partenza quello del lavoro inteso come «filo conduttore che permette di sviluppare tutte le altre tematiche», spiega Gianna Rosa Baresi, segretario provinciale di Rifondazione comunista. «Solo la difesa di lavoro, laicità e ambiente possono portare alla realizzazione dei diritti più complessivi – riprende Colosini -. Da qui bisogna partire per costruire un nuovo progetto di sviluppo». In particolare «la laicità, cosa ben diversa dal laicismo, è la lingua obbligatoria per risolvere queste grandi questioni» precisa Gianna Rosa Baresi «Abbiamo deciso di aprire la campagna elettorale puntando sui diritti» chiarisce la coordinatrice provinciale della Sinistra democratica Cristiana Manenti. Proprio da qui nasce la scelta del tema dell’incontro di domenica mattina: «Il nostro impegno è rivolto a tenere i diritti in quanto tali, senza distinzione tra diritti sociali e civili, come bussola di riferimento per il nostro impegno nella politica italiana» continua la Manenti. Sui temi locali, Gianna Rosa Baresi (segretario di Rifondazione Comunista) parla della prospettiva di chiudere l’alleanza con Del Bono già dal primo turno e sottolinea: «A Brescia la volontà politica ha unito forze diverse per lavorare insieme per il bene della città».
Andrea Spitti

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L’Arcobaleno boccia il carcere

Febbraio 24, 2008 · Lascia un Commento

Una brutta impressione, un impatto violento: purtroppo non è un film ma una realtà immersa nella nostra città».
Donatella Albini, candidata al Comune della Sinistra Arcobaleno, commenta in questo modo la sua visita al carcere di Canton Mombello, «prigione fuorilegge dal momento che non è rispettato il regolamento penitenziario approvato nel 2000».
Albini è a pochi passi dal cancello d’ingresso della casa circondariale e con lei ci sono anche altri esponenti della sinistra bresciana: i consiglieri regionali Arturo ed Osvaldo Squassina, la segretaria provinciale di Rifondazione Giannarosa Baresi, Beppe Almansi e Cristiana Manenti.
«Rispetto a un anno fa la situazione non è migliorata – afferma Almansi -, per questo appoggiamo il grido di allarme lanciato poche settimane fa dal garante dei detenuti Mario Fappani: Canton Mombello deve essere chiuso e ci vuole un nuovo carcere». Per la sinistra la casa circondariale di Brescia non può continuare a restare aperta.
I numeri parlano da soli. I detenuti sono 359 in una situazione quindi di grave sovraffollamento: solo 49 hanno avuto però una sentenza definitiva, gli altri 310 sono in attesa di giudizio, il 15 per cento dei quali tra i 18 e i 25 anni.
«In un contesto come questo – afferma Donatella Albini -, per loro è l’inizio della fine». In cinque o anche sette persone per cella, devono mangiare a turni perché c’è un solo tavolino con due o tre posti a sedere. Mancano i bidè e per ogni raggio ci sono solo tre docce, magari senza acqua calda. «Anche chi ha commesso un reato è una persona – ricorda Albini – e deve avere garantiti i diritti basilari».
Le cose non vanno meglio dal punto di vista sanitario con decine di malati di Hiv o epatite per i quali dovrebbero essere prese delle precauzioni minime, pur all’interno di una «doverosa» convivenza con gli altri. Medici e infermieri sono pochi e ancor meno sono gli agenti penitenziari: 364 quelli in pianta organica, 258 quelli effettivamente in servizio. Dei detenuti in carcere il 70 percento sono immigrati extracomunitari, ai quali bisogna aggiungere una trentina di rumeni.
«Dal primo gennaio al 10 febbraio ci sono stati 400 nuovi ingressi in carcere – sottolinea però Almansi -, 224 dei quali vi sono rimasti per non più di un paio di notti e tutti a causa della legge Bossi-Fini». Non tutti «criminali», insomma, ma anche e soprattutto persone senza permesso di soggiorno che entrano in carcere per le pratiche di identificazione.
«Basterebbe che restassero nelle celle di sicurezza della questura – osserva Almansi senza entrare nel merito della legge – e non ci sarebbe un carcere così pieno». Meglio chiuderlo, insomma, Canton Mombello, e ricostruirlo ex novo. «Bisogna metter mano alla situazione – sottolinea la candidata sindaco – : questa struttura non garantisce i diritti minimi delle persone».
«Verziano diventerà a breve carcere autonomo – ricorda Almansi -, ma noi siamo contrari a un raddoppio di quella struttura. Sia i detenuti che gli agenti dicono che è importante essere in città, anche solo per sentire i rumori dalla strada e non sentirsi completamente isolati».
«E’ però fondamentale che se e quando Canton Mombello verrà chiuso – dichiara Arturo Squassina -, quest’area resti rigorosamente pubblica, senza quindi gli appetiti della speculazione edilizia» in un’area centrale e molto importante. Dal canto suo Osvaldo Squassina ha ricordato che con la visita di ieri è iniziato il «tour» elettorale della Sinistra Arcobaleno in città.
Nei prossimi giorni si «toccheranno» le strutture ospedaliere, i luoghi di lavoro, i quartieri della periferia di Brescia, i mercati e gli spazi della vita associata.

di Thomas Bendinelli (Bresciaoggi – 23/02/2008)

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LA LAICITA’ NON E’ NEGOZIABILE SUL MERCATO POLITICO

Febbraio 14, 2008 · 1 Commento

COMUNICATO STAMPA DE LA SINISTRA L’ARCOBALENO DI BRESCIA

L’irruzione dei carabinieri al Policlinico di Napoli nel reparto di IVG con la motivazione dall’aver avuto notizia di un reato di infanticidio è l’ennesimo atto che segna l’attacco violento alla legge 194, ma più in generale ai diritti delle donne.
Solo poche settimane sono passate dalla direttiva della Regione Lombardia con la quale sono ridotti i tempi per l’interruzione di gravidanza in caso di aborto terapeutico, pochi giorni dall’uscita di quel documento sottoscritto da alcuni ginecologi romani con il quale hanno proposto la rianimazione del feto anche contro la volontà della donna, pochi giorni dalla provocatoria richiesta di moratoria contro l’aborto, una richiesta che nei fatti equipara le donne che con sofferenza decidono l’interruzione della gravidanza ai carnefici fautori della pena di morte, per arrivare a ieri, all’atto di grave intimidazione psicologica quale è stato quello dell’irruzione delle forze dell’ordine in un reparto in cui è di casa la sofferenza della donna.
Tutti segnali evidenti di una campagna contro l’autodeterminazione della donna che ha assunto oramai i caratteri dell’inquisizione. La campagna contro le libertà femminili, ma più in generale contro la libertà di scelta, si va facendo ogni giorno sempre più pesante ed invasiva.
Appare sempre più evidente come l’attacco nei confronti non solo della legge 194, ma dei diritti civili e della cultura laica, ormai coinvolga anche le istituzioni che di quei diritti dovrebbero essere garanti.
Mai come oggi sembra lontano il consenso sul significato autentico della laicità, sui suoi limiti e i suoi obblighi. Mentre è sempre più urgente ritrovarne le ragioni, per rispondere alle nuove sfide della convivenza e della modernità.
Come forze della La Sinistra e l’Arcobaleno di Brescia siamo impegnati affinché il principi di autodeterminazione della donna, della laicità e della difesa dei diritti individuali non siano svenduti in cambio di una manciata di voti ma al contrario siamo impegnati affinché questi stessi principi diventino sempre più patrimonio comune della società libera e democratica.
Tutti ci dobbiamo adoperare affinchè non si torni indietro neppure di un centimetro sul difficile e lento cammino di “emancipazione” femminile e sul diritto di autodeterminazione delle persone e il rispetto del pensiero degli altri.

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