Blog de “La sinistra l’arcobaleno” a Brescia

Voci categorizzate come ‘LAVORO’

Appello di 700 sindacalisti. No all’equidistanza con l’impresa. Difendere il lavoro? Votiamo la Sinistra.

Aprile 4, 2008 · Lascia un Commento

Il 13 e 14 aprile andremo a votare con la consapevolezza che l’autonomia del sindacato non può essere indifferenza e disimpegno rispetto al quadro politico e al risultato elettorale.
Ancora una volta ci troviamo a contrastare una destra aggressiva, liberista e populista che fa della centralità dell’impresa e degli interessi della finanza e del mercato il paradigma della “riforma del paese”.
Nuovi paladini della “modernità” preferiscono inseguirla sul suo stesso terreno: ai cittadini e ai lavoratori non rimarrebbe che scegliere tra due partiti fortemente interclassisti.
Partendo dalla nostra esperienza quotidiana, noi pensiamo, invece, che al centro di questa campagna elettorale debbano stare i temi dell’aumento di salari e pensioni per recuperare l’enorme spostamento della ricchezza verso i profitti e le rendite avvenuto negli ultimi 15 anni; della qualità del sistema produttivo; della stabilità dell’occupazione e la fine del precariato; dell’allargamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, che subiscono il peggioramento delle condizioni di lavoro, a partire dall’inaccettabile livello di morti e infortuni; di uno sviluppo alternativo, basato sul rispetto dell’ambiente e del territorio.
Sosteniamo le ragioni de La sinistra l’Arcobaleno che, unica nel panorama politico, in un processo di rinnovamento a sinistra, pone al centro del suo programma un radicale cambiamento della società, basato sulla centralità del lavoro e del suo valore e non su una equidistanza tra impresa e lavoro.
Il lavoro degli uomini e delle donne, come riconosciuto nell’art. 1 della Costituzione, ha contribuito alla crescita democratica del Paese e ha “contaminato” i più importanti partiti storici dell’Italia; ha concorso al rafforzamento della democrazia parlamentare; ha rappresentato la liberazione dal bisogno per milioni di persone; ha trasformato il sapere e saper fare della società. Il loro impegno sociale, le loro lotte hanno contribuito al progresso, alla civiltà e allo sviluppo democratico del paese.
La democrazia di questo paese è cresciuta con il lavoro e le “conquiste” sociali. Lo stato sociale, i diritti individuali e collettivi, la politica economica rappresentano l’esito delle conquiste realizzate dal lavoro.
Queste conquiste sono soggette al continuo attacco di coloro che considerano il lavoro, la condizione umana, merce da sottoporre all’esigenza del mercato e della competitività.
Sostenere le ragioni del lavoro significa sostenere il diritto alla sua rappresentanza nel parlamento. Per questo invitiamo le lavoratrici, i lavoratori e i pensionati a partecipare al voto. Noi, sottoscrittori di questo Appello, votiamo e sosteniamo la Sinistra l’Arcobaleno.

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Categorie: LAVORO · NEWS

Il contratto va rinnovato. I salari garantiti

Gennaio 21, 2008 · Lascia un Commento

Contratto metalmeccanici

Il contratto va rinnovato. I salari garantiti

di Andrea Podestani (Bresciaoggi 18 gennaio 2008)
Rinnovare il contratto dei metalmeccanici, puntando alla detassazione dei relativi aumenti salariali per arrivare a manovre più decise: diminuzione della prima aliquota Irpef, dal 23 al 20%, restituzione del «fiscal drag» e controllo serrato su prezzi e tariffe. Queste le manovre da attuare subito, secondo i rappresentanti provinciali de «La Sinistra – l’Arcobaleno», per intervenire e sostenere il potere d’ acquisto di migliaia di lavoratori: un problema di forte attualità anche a Brescia, come dimostrato «dalla massiccia adesione registrata negli ultimi scioperi», e sottolineato sia dal segretario provinciale dei Comunisti italiani, Carlo Colosini, quanto dai rappresentanti di Sinistra Democratica – la coordinatrice Cristiana Manenti e il consigliere regionale Arturo Squassina – da Giannarosa Baresi (segretario provinciale di Rifondazione Comunista), e Paolo Mori dei Verdi. «Auspichiamo la chiusura della vertenza sul contratto in tempi brevi e con nuove garanzie per i lavoratori – hanno auspicato congiuntamente durante un incontro con la stampa – rivendicando un aumento per la categoria di 70 euro netti al mese: una cifra irrisoria – secondo Giannarosa Baresi – se paragonata al milionario stipendio del presidente di Confindustria, che percepisce 60 euro al secondo». Nessuna condivisione, quindi, delle posizioni di Confindustria, la cui unica risposta alle sollecitazioni si concretizzerebbe, per Arturo Squassina, «nell’aumento del cuneo fiscale, per poter incrementare ulteriormente i profitti delle imprese. La proposta degli industriali – sempre secondo Squassina – è volta a scardinare il contratto nazionale, un atto “d’imperio” che rimanda alla situazione del 1984, quando si decise di punto in bianco di togliere la scala mobile». La perdita di potere dei salari – ha detto Cristiana Manenti – va di pari passo con la diminuzione dei profitti d’impresa e con un aumento di quelli delle rendite finanziarie», per cui «si deve tornare una lotta di classe – per Carlo Colosini – contro la compressione dei salari e dei diritti».

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